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Stop e play con la pipì? Solo se vuoi stressare il pavimento pelvico

Hai mai pensato che fare pipì potesse trasformarsi in un mini workout per il pavimento pelvico? Hai mai letto o sentito dire: “Trattieni il flusso, così alleni i muscoli!”? Se la risposta è sì, metti subito in pausa quell’idea. E questa volta, senza riprendere il play.

Perché no, interrompere la pipì a metà non è un esercizio. È una cattiva abitudine.
E può trasformare un gesto naturale in un vero caos per il tuo pavimento pelvico.

Ma facciamo un passo indietro: chi è questo misterioso pavimento pelvico?

Immagina una specie di amaca flessibile fatta di muscoli e tessuti, che chiude la parte inferiore del bacino e ha il compito (non da poco) di sostenere organi fondamentali come vescica, utero e retto. Ma non solo: si occupa anche di tenere a bada pipì e pupù, è coinvolto nella funzione sessuale e aiuta a mantenere l’equilibrio del tronco.

In pratica: multitasking estremo.

Per far bene il suo lavoro, questo sistema ha bisogno di coordinazione, forza, elasticità e automatismi ben oliati. Ecco perché il gesto apparentemente innocente di fare “stop & play” con la pipì può mandare tutto all’aria.

Interrompere la minzione: cosa succede davvero?

Ripeterlo spesso può alterare i riflessi naturali che regolano la minzione. In pratica, la comunicazione tra vescica e cervello va in confusione. Come se dicessi al tuo corpo: “Non fidarti di te stesso, ti gestisco io”. Risultato?

  • Il pavimento pelvico può diventare rigido, iperattivo o troppo contratto.

  • Potresti avvertire dolore, urgenza improvvisa, svuotamento incompleto.

  • Nei casi peggiori, ecco comparire dolori nei rapporti (dispareunia), stitichezza e fastidi pelvici cronici.

Il tutto per un falso mito da bagno.

Allenare sì, ma con cervello (e guida professionale)

Se vuoi davvero prenderti cura del tuo pavimento pelvico, l’allenamento “fai da te” durante la pipì non è la strada giusta.
I muscoli pelvici si possono (e si devono!) allenare, ma serve un percorso personalizzato, con valutazione specifica, esercizi mirati e soprattutto un professionista che ti segua.

Insomma, stringere e trattenere a casaccio non vale come palestra.

Quindi cosa fare?

Se ti rendi conto che trattieni la pipì per abitudine, o per “allenarti”, o peggio ancora perché sei sempre di corsa e “non c’è tempo per il bagno”, forse è il momento di ripensare le tue routine.

Perché il pavimento pelvico non è un robot da comandare a suon di interruttori. È un sistema raffinato, che funziona meglio se lo ascolti e lo rispetti.

E fidati, ti ringrazierà.

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