Gennaio sta rrivando con la sua energia da “adesso cambio vita”.
Iscrizione in palestra.
Alimentazione più sana.
Meno stress (sì, certo).
Più tempo per me.
Tutto bellissimo.
Ma mentre compili la lista dei buoni propositi, c’è una parte del corpo che resta fuori dalla riunione strategica: il pavimento pelvico.
Sì, proprio lui.
Quello che ricordiamo solo quando qualcosa non va.
Quello che lavora in silenzio tutti i giorni, senza fare rumore. Fino a quando decide di farlo.
Il problema non è gennaio. Sono le vecchie abitudini.
Il nuovo anno parte carico.
Ma le abitudini? Quelle restano le stesse.
Stare seduti tutto il giorno.
Trattenere la pipì “perché ora non ho tempo”.
Respirare corto, alto, in apnea.
Stringere addome, glutei, pavimento pelvico… sempre.
E lui, il pavimento pelvico, a un certo punto dice:
“Anche no.”
Non lo fa con un cartello luminoso.
Lo fa con piccoli segnali.
I segnali che tendiamo a ignorare
Non sempre si parla di grandi problemi.
A volte è qualcosa di più sottile:
una tensione che non c’era
un fastidio vago
una sensazione di peso
perdite leggere che “non erano mai successe”
difficoltà a rilassare
Niente panico.
Ma nemmeno finta di niente.
Il corpo non si lamenta per sport.
Si lamenta perché vuole equilibrio.
Il pavimento pelvico non ama gli estremi
Non ama essere ignorato.
Non ama essere contratto tutto il tempo.
Non ama essere lasciato senza movimento.
Ama la variabilità.
Ama il respiro che lo accompagna.
Ama la postura che lo sostiene.
Ama quando lo ascolti.
E indovina? Il nuovo anno è un momento perfetto per iniziare.
Piccoli cambiamenti (zero rivoluzioni drastiche)
Non serve stravolgere la vita.
Serve cambiare alcune abitudini invisibili.
✨ Respira meglio
Il pavimento pelvico segue il respiro. Se respiri corto e alto, lui resta in tensione. Prova a rallentare.
✨ Muoviti con più consapevolezza
Non solo palestra intensa. Anche micro-movimenti durante la giornata.
✨ Attenzione alla postura
Non collassare sulla sedia. Non vivere in apnea davanti al pc.
✨ Vai in bagno quando ne senti il bisogno
Trattenere costantemente non è un superpotere. È uno stress per il sistema.
✨ Smetti di stringere sempre tutto
Non devi essere in modalità “addome contratto 24/7”.
La cura di sè non è una moda
Biohacking, detox, reset… tutti trend.
Prendersi cura di sè e del proprio pavimento pelvico, invece, non è una moda.
È una forma di rispetto verso il proprio corpo.
È scegliere di non aspettare che qualcosa vada storto per iniziare ad ascoltarsi.
Sì ai nuovi inizi. Ma con consapevolezza.
Non servono promesse irrealistiche.
Serve lasciare andare le abitudini che non ci fanno bene.
Quelle automatiche.
Quelle che “tanto non succede niente”.
Quelle che il pavimento pelvico sopporta… fino a un certo punto.
Quest’anno che verrà magari non promettere di fare di più.
Prometti di ascoltare di più.
Il pavimento pelvico ringrazia.
E tu, probabilmente, anche.
